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L’attività in acqua nei primi 3 anni di vita può essere una splendida occasione per far amare l’acqua ai bambini, per renderli autonomi, più sicuri , in grado di cavarsela da soli, in caso di caduta accidentale in acqua.

Se proposta in modo corretto l’acquaticità in tenera età favorisce il rafforzamento del sistema circolatorio, respiratorio e immunitario, migliora l’apparato muscolare e osteo-articolare, l’equilibrio, la coordinazione, affina la percezione dello schema corporeo e la strutturazione degli schemi motori di base.
Ma attenzione, raggiungere tutti questi risultati non è facile!!
È necessario che gli insegnanti abbiano un’ottima conoscenza dei bambini in età prescolare, che adottino una metodologia chiara e precisa che permetta di far emergere, nel bambino, il meglio delle sue potenzialità, divertendosi.

Un’attività non adeguata può:
-far passare la voglia, anche a bambini ben predisposti, di ritornare ancora in piscina, scatenando paure che possono portare con sé anche in età adulta;
-creare degli schemi motori rigidi (tipo le gambate scoordinate nel dorso).
Certi schemi motori una volta automatizzati creano molte difficoltà, al ragazzino più grande, nell’ apprendere uno stile corretto.
-indurre un bambino, ben ambientato in acqua bassa, a pensare che tutti gli specchi d’acqua abbiano quelle caratteristiche: ne sarà attratto e, in caso di caduta accidentale, verrà sopraffatto dalla paura di non riuscire a toccare e non sarà in grado di ritornare fuori da solo.

L’obiettivo dei corsi di formazione di “Acquaticità neonatale” con il metodo “CRESCINACQUA CON ME DA 0 A 3” è proprio quello di far sì che sempre più bambini e genitori possano trovare, nell’ambiente piscina, un luogo accogliente, piacevole e divertente per sviluppare al meglio tutte le aree della loro personalità (motoria, cognitiva, affettivo- relazionale)

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